arcomai | movimento in atto tra architettura e progetto urbano

Ciclo di radio-conferenze | ASCOLTARE L'ARCHITETTURA. I generalisti parlano di architettura al grande pubblico.


Architettura è una parola onnicomprensiva che abbraccia differenti tematiche inerenti gli spazi in cui si svolge la nostra vita di ogni giorno. Partendo dall’analisi della complessa relazione che lega comunicazione e realizzazione dell’architettura, la rassegna propone un palinsesto - sviluppato in 3 appuntamenti radiofonici - in cui si cercherà di comprendere come l’architettura viene comunicata al grande pubblico e in che modo ciò influenzi i meccanismi dai quali dipende il pensare/produrre architettura in Italia. Ne parleremo con i responsabili di alcune delle più note redazioni della stampa non specialista che, attente abitualmente alle trasformazioni in atto nella società, dedicano spazio al tema del "progetto" e al vivere contemporaneo.

Palinsesto

Premessa
Nell’era dell’informazione e di internet, del villaggio globale, ovvero globalizzato, sembra esserci una maggiore e più democratica libertà di accesso ai saperi. In realtà è proprio la comunicazione a difettare: i mass media sembrano più propensi a imporre opinioni che ad esporre fatti medianti i quali poter costruire conoscenza in grado di stimolare dibattiti sulla complessità dei fenomeni contemporanei. In questo delicato e controverso mondo si trova ad operare anche l’editoria di architettura. Nel nostro Paese essa si caratterizza per una offerta di 42 (?) riviste a cui si devono tuttavia aggiunge un’ampia varietà di giornali cosiddetti generalisti e/o femminili, una selvaggia gamma di giornali immobiliari e una virtuale rete di soggetti digitali. Tutte queste realtà, analizzate nel loro insieme, rendono il panorama editoriale italiano estremamente variegato - sicuramente scoordinato - e ci fanno capire come sia difficile per noi la diffusione di una cultura del progetto; che sia capace di rispondere in modo concreto agli imperativi del presente (responsabilità ambientale, coscienza ed identità sociale, ecc.). La rivoluzione informatica - fenomeno pervasivo e trasversale che ha modificato profondamente il pensiero e l’operatività architettonica - dimostra (oggi) non solo di aver perso quel potere eversivo che in passato caratterizzava le avanguardie, ma, cosa ancora più grave, di essere entrata in una fase omologante, per sé e per chi opera nell’ambito della progettazione, che la sta portando ad un preoccupante con-formismo formale fatto di "immagini rutilanti che sembrano aver perduto ogni contatto con Ia durezza della realtà, senza peraltro nemmeno il sostegno etico dell’e-vasione in Utopia" (Fulvio Irace sulla 9° Biennale di Venezia in ABITARE 443/04). La scelta di discuterne in una sede radiofonica - quindi senza l’utilizzo di supporti visivi - è la manifestazione del bisogno di uscire dai luoghi chiusi dell’autoreferenzialità per entrare nello spazio aperto del dibattito. In questo modo la scelta diventa sfida e questa, a sua volta, sperimentazione mirata ad attivare un processo in cui la riflessione sull'ambiente urbano (a tuttotondo e al di fuori della disciplina) sia occasione per conoscere in quali direzioni si muove la società contemporanea, quali siano le sue aspirazioni/esigenze e su quali priorità si deve orientare l’operato di chi progetta gli ambiti privati e collettivi che costituiscono l’ambiente in cui viviamo.

Matteo Agnoletto (Modena, 1972) si laurea a Venezia con Franco Purini. Ha svolto attività professionale negli studi di Renzo Piano e Jean Nouvel. Attualmente è collaboratore a contratto alla didattica presso l'Università di Bologna, Facoltà di Architettura di Cesena e segue un programma di ricerca al Dottorato di Progettazione Architettonica e Urbana al Politecnico di Milano. È capo-redattore di "Parametro" e cura le rubriche di "Arch'it" dedicate all'editoria offline. Ha pubblicato articoli su "ilSole24ore", "Gomorra", "Il Progetto", "Iride", "Materia", "Abitare", "Il Giornale dell'Architettura", "D'A". Nel 2002 ha partecipato con Cino Zucchi alla Ottava Biennale di Architettura di Venezia. In ambito progettuale ha ricevuto premi e segnalazioni in concorsi nazionali e internazionali, esponendo i propri lavori in mostre e conferenze.

Nicola Desiderio, architetto. Desiderio è tra i fondatori della Associazione "arcomai | movimento in atto tra architettura e progetto urbano", di cui è presidente e promotore delle attività. Dopo la laurea a Firenze con tesi dal titolo: "Progetto di Terminal Integrato della Mobilità a Bologna" ha trascorso un periodo in Germania (2000-2001) lavorando come progettista e conducendo ricerche nel campo dei sistemi intermodali della mobilità sia per la Facoltà di Ingegneria / Dipartimento di Pianificazione e Tecnica dei Trasporti dell’Università Tecnica di Darmstadt che per lo ZIV / Centro per i Sistemi Integrati dei Trasporti. Nel 2003 ha collaborato con il DAPT / Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale della Facoltà di Ingegneria di Bologna come assistente nel "Corso di Composizione Architettonica 3". In questi ultimi anni ha lavorato a progetti e concorsi internazionali nel campo dell’architettura dei trasporti e del disegno urbano, esperienze che lo hanno reso particolarmente attento alle problematiche che legano l’architettura alla società urbana. Desiderio pratica la libera professione a Bologna.

Nicola Marzot. Nato nel 1965. Si laurea nella Facoltà di Architettura di Firenze. Ha conseguito il dottorato di ricerca in "Ingegneria edilizia e territoriale" presso la Facoltà di Ingegneria di Bologna. Ha insegnato presso le Facoltà di Architettura di Firenze, la Facoltà di Ingegneria di Bologna e le Università di Lund (Svezia, Facoltà di Architettura) e Tokyo (Hosei University, Facoltà di Architettura). Attualmente è ricercatore in Composizione architettonica e urbana nella Facoltà di Architettura di Ferrara e docente responsabile del "Laboratorio di Progettazione I A". Redattore di Paesaggio Urbano e delle riviste internazionali Urban Morphology, Opera/Progetto e Rassegna. E' consulente urbanistico dell’Osservatorio immobiliare di Nomisma S.p.a. e di OIKOS centro studi sull’abitare. Svolge attività professionale a Bologna, cotitolare dello studio PERFORMA A+U.
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